Radioattività

radioattivaLa radioattività può essere sia d’origine naturale che artificiale. La “radioattività naturale” è dovuta al decadimento di radioisotopi primordiali naturalmente presenti nell’ambiente fin da epoche remote, quali l’ Uranio – 238 (238U), il Radon – 222 (222Rn) o il Carbonio – 14 (14C), o d’origine cosmica (raggi cosmici); la “radioattività artificiale” è, invece, originata da radioisotopi costruiti in laboratorio per diverse applicazioni, sia civili (quali la ricerca scientifica, le applicazioni mediche, la produzione di energia elettrica ed altre applicazioni industriali) che militari.

warningQuali pericoli comporta l’esposizione alle sorgenti radioattive? Nonostante gli indubbi aspetti positivi dell’utilizzo, a fini sanitari e tecnologici, della radioattività, l’uso e la detenzione di sorgenti radioattive pone severi problemi di controllo e di sorveglianza radioprotezionistica: è noto, infatti, che l’esposizione non controllata alle “radiazioni ionizzanti” (vale a dire alle radiazioni e alle particelle emesse a seguito di decadimento radioattivo) può causare gravi danni biologici, sia a breve termine (effetti acuti) che a medio – lungo termine (effetti stocastici). Analoghe considerazioni, circa agli effetti dannosi di tipo stocastico, possono essere applicate alle sorgenti naturali di radioattività. In che modo ci si protegge? La protezione dagli effetti delle radiazioni, compito dei sistemi di radioprotezione, si fonda, a livello generale, sull’isolamento delle sorgenti radioattive dall’ambiente e dal contatto con l’uomo, a livello specifico, sull’adozione di soluzioni progettuali, costruttive e tecnologiche, nonché su attività di monitoraggio e sorveglianza finalizzati a ridurre l’esposizione individuale e collettiva. Il controllo della radioattività ambientale è una delle componenti fondamentali del sistema di radioprotezione ed ha lo scopo di verificare che la popolazione non venga esposta a dosi ingiustificate da radiazioni ionizzanti dovute alla presenza radioisotopi, naturali e artificiali, nelle varie matrici ambientali e alimentari. L’eventuale presenza di anomale concentrazioni di radionuclidi artificiali nelle matrici ambientali costituisce poi di per sé una violazione del richiesto livello di tutela dell’ambiente. Qual è il contributo di Arpa Sicilia? L’ARPA Sicilia partecipa attivamente al sistema di radioprotezione nazionale, con un impegno progressivamente crescente, svolgendo funzioni di monitoraggio, controllo e sorveglianza su tutto il territorio regionale. A partire 2002 l’ARPA Sicilia, utilizzando le strutture e i laboratori degli ex LIP chimici provinciali confluiti nella struttura dell’ARPA come DAP Provinciali, ha progressivamente ottimizzato il sistema di monitoraggio della radioattività ambientale, potenziando le attività svolte in passato da un unico laboratorio radiometrico (l’ex CRR del LIP chimico di Palermo) operante in Sicilia. Oggi l’ARPA può infatti contare su due laboratori radiometrici, quello del DAP di Palermo e quello del DAP di Catania, in grado di garantire un piano di monitoraggio a dimensione regionale. Il piano di monitoraggio è limitato attualmente alla determinazione della concentrazione di radioisotopi artificiali (tramite spettroscopia gamma) in matrici alimentari e al controllo della radioattività su rottami ferrosi ed svolto annualmente sia sulla base di una programmazione concordata con l’APAT ed il Ministero dell’Ambiente, sia in base a precise richieste che provengono da Enti vari del territorio regionale. Per garantire una copertura regionale dei controlli, il prelievo dei campioni alimentari nelle singole province viene effettuato dai DAP o dai Settori di Igiene Pubblica di alcune ASL con cui l’ARPA ha attivato specifiche collaborazioni.